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Tipologie di gomme: proprietà e differenze

Tante tipologie di gomme, per tutti i gusti e le esigenze

Esistono diverse tipologie di gomme e ognuna di esse vanta proprietà e caratteristiche ben distinte. Queste differenze fanno sì che un prodotto vada bene per un utilizzo e un altro sia più adatto per altri scopi.

La prima distinzione da fare in questo caso è la seguente: ad oggi sono disponibili due principali tipi di gomme, quelle naturali e quelle sintetiche. Queste ultime si suddividono poi in gruppi che includono materiali dotati di caratteristiche similari, in particolare in termini di composizione chimica. Entriamo nel dettaglio e andiamo a scoprire quello che dovresti sapere sulle soluzioni più conosciute e utilizzate nei differenti settori per la produzione di vari articoli.

Le gomme naturali

Come anticipato, tra le due principali tipologie di gomme, attualmente a disposizione delle industrie, troviamo quella naturale. Si tratta di un prodotto completamente vegetale, che viene ricavato principalmente dal lattice dell’albero Hevea brasiliensis. Questo lattice viene trattato e subisce numerose lavorazioni, fino a diventare la gomma che conosciamo.

Questo materiale è molto performante dal punto di vista meccanico. Tuttavia, si presenta anche come un prodotto molto fragile al contatto con alcuni elementi chimici e se esposto a temperature troppo alte. Risente parecchio anche delle escursioni termiche, che influiscono tanto sulla tenuta della gomma naturale. Proprio per queste ragioni, sono stati ideati altri tipi di gomme, in grado di garantire ciò che questo prodotto non può offrire.

Le tipologie di gomme sintetiche 

Quando si parla di gomme sintetiche si fa riferimento a prodotti che ovviamente sono stati creati attraverso la combinazione di diversi materiali e sostanze. La base dalla quale si parte è quella dell’idrocarburo, che viene prodotto attraverso la lavorazione di un lattice artificiale. Successivamente, grazie all’aggiunta di altri elementi, si possono realizzare tanti tipi di gomme. Ognuno di essi viene creato attraverso un mix differente di componenti e materiali. Perciò, si tratta di prodotti diversi, dotati di differenti proprietà.

Questi materiali sintetici sono molto resistenti. Non subiscono variazioni a fronte dei cambiamenti di temperatura e propongono un’elasticità che consente di utilizzarli con successo in molti settori dell’industria. Le tipologie di gomme sintetiche sono suddivise in cinque diversi gruppi di prodotto, classificati da una lettera differente: M, O, Q, R ed U. Il gruppo O, ad esempio, contiene lattice sintetico e ossigeno. Le gomme che rientrano nel gruppo U sono invece realizzate con un mix di lattice sintetico, azoto, carbonio e ossigeno.

Tipologie di gomme: qual è la migliore?

Se ti stai chiedendo quale tipo di gomma sia migliore rispetto agli altri, difficilmente troverai una risposta univoca. Non esistono, infatti, dei tipi di gomme più performanti: semplicemente, ognuno è più adatto ad un utilizzo differente. Ad esempio, la gomma naturale viene utilizzata per la creazione di prodotti performanti dal punto di vista meccanico e per prodotti alimentari e a contatto con la pelle. Quelle sintetiche, invece, sono sfruttate per la produzione della maggior parte dei prodotti di uso quotidiano e industriale, in presenza di condizioni che rendono inutilizzabile o sconsigliabile la gomma naturale.

Le gomme siliconiche, di origine sintetica, sono utilizzate per la creazione di articoli MOLTO resistenti al calore, come guarnizioni di forni o in macchinari con lavorazioni al caldo per il vetro, per esempio, oppure per gli attrezzi per la cucina.

Moltissime tipologie di gomme sintetiche vengono usate per la produzione di articoli industriali come guarnizioni, manicotti, soffietti, anelli e ventose. Potrai trovare alcuni esempi relativi a questi impieghi direttamente sul nostro sito web. Non esitare a contattarci per ottenere maggiori informazioni.

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Gomma EPDM e neoprene: caratteristiche tecniche, temperature e proprietà

Gomma EPDM e neoprene a confronto

Il mondo della gomma sintetica ci propone numerosi materiali, che vantano diverse caratteristiche. La gomma EPDM e il neoprene  che è in realtà il trademark della società DUPONT del polimero “POLICLOROPRENE” fanno parte di questi elementi e si presentano come soluzioni ottime per differenti destinazioni d’uso. (La denominazione “NEOPRENE è talmente entrata nell’uso comune che ormai anche fra tecnici, per “risparmiare tempo” si parla di neoprene e non di policloroprene)

 La prima gomma è costituita da copolimeri di Etilene e Propilene, e da un Diene Monomero, i componenti del materiale che danno vita anche all’acronimo EPDM. Si tratta di un prodotto che ha la interessantissima caratteristica di resistere in modo eccellente all’invecchiamento da agenti atmosferici. Ciò che quindi lo rende il materiale d’elezione, per esempio, per la produzione delle guarnizioni delle portiere auto.

La gomma EPDM è molto diversa dal neoprene. Anche quest’ultimo è un elastomero, che però viene prodotto grazie alla reazione di polimerizzazione del 2-cloro 1.3-butadiene. Ha una composizione e un odore molto particolare, che è entrato da anni nell’utilizzo comune: è infatti una delle basi di produzione delle colle tipo “Bostik”. Entriamo nel dettaglio e andiamo a vedere cosa c’è da sapere su questi due tipi di gomme.

Due materiali versatili, funzionali e molto apprezzati 

Chi conosce la gomma EPDM sa perfettamente che questo materiale vanta ottime proprietà di resistenza agi agenti atmosferici ed al calore, assicurando solitamente una temperatura d’impiego da -50°C a +150°C. È un prodotto molto resistente anche al vapore, all’azione e al contatto con l’ozono e agli agenti atmosferici. Propone altresì interessanti proprietà di isolamento elettrico e una discreta resistenza a sostanze alcaline, ad acidi diluiti e ai solventi polari. Si rivela invece molto sensibile agli oli ed ai grassi ed in generale a tutte le sostanze apolari e cerose.

Questa gomma assicura inoltre ottime proprietà meccaniche e dielettriche, una buona resistenza all’abrasione, alla deformazione permanente e alle radiazioni UV. Il neoprene, invece è, a seconda della formulazione, flessibile e resistente e si rivela ottimo per applicazioni con acqua di mare ed esposto agli agenti atmosferici in generale. Propone un valido isolamento termico e resiste eccellentemente a numerosi agenti chimici e ai derivati ​​del petrolio. Questo elastomero assicura una temperatura d’impiego da -20°C a +110°C. La sua più famosa applicazione, sottoforma di materiale espanso, grazie alla resistenza all’acqua di mare, è per la produzione di tute per subacquei.

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Come si usano queste gomme sintetiche? 

Grazie alle loro caratteristiche, la gomma EPDM e il neoprene vengono utilizzati per la produzione di numerosi prodotti. È ottima, ad esempio, per copertura dei cavi elettrici e per realizzare strati di isolamento e l’impermeabilizzazione sui tetti. È usata anche per la produzione di geo membrane e guarnizioni auto.

Questo materiale può essere combinato con altre sostanze, in particolare con leganti poliuretanici, ed essere usato nell’ambito dell’edilizia, soprattutto per la realizzazione di pavimentazioni antisdrucciolevoli oppure ignifughe a basso tenore di fumi.

Il neoprene viene impiegato spesso nell’ambito dell’industria chimica, navale e automobilistica. È usato anche nel settore nautico e per la produzione di rivestimenti protettivi e indumenti. È anche un materiale con proprietà che lo rende un protagonista nell’ambito della produzione di mute da sub.

Le guarnizioni industriali in gomma EPDM e neoprene

Oltre ai suddetti utilizzi, è importante considerare che entrambi i materiali si prestano bene alla realizzazione di una vasta gamma di applicazioni industriali. Perciò, consentono di produrre ottimi articoli tecnici, alcuni più semplici e altri più elaborati. In particolare, la gomma EPDM e il neoprene vengono usati per la produzione di guarnizioni industriali. Questo perché sono molto elastici, flessibili e resistenti alle alte e basse temperature. Sono molto versatili e sopportano bene l’usura e l’azione di molti agenti chimici.

Noi di Cavallero Gomma siamo specializzati nella produzione di articoli industriali e conosciamo molto bene la gomma EPDM e il neoprene. Pertanto, ci mettiamo a tua disposizione e al servizio della tua azienda, proponendoti la realizzazione di prodotti personalizzati, funzionali, affidabili e duraturi. Tu ci racconti la tua idea e i tuoi obiettivi, e noi ti mostriamo le migliori soluzioni. Non esitare a contattarci per richiederci maggiori informazioni.

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Gomma naturale: come si produce e utilizzi principali

Le principali caratteristiche della gomma naturale

La gomma naturale è un prodotto ampiamente presente nella nostra vita di tutti i giorni. Eppure, ancora oggi i dubbi a riguardo non sono pochi: come viene prodotta e quali sono le sue potenzialità? A questo proposito, la prima cosa da sapere è che abbiamo a disposizione un materiale prodotto grazie al lattice dell’albero della gomma, il cui nome scientifico è Hevea brasiliensis. Come dice anche il nome, parliamo di una tipologia di alberi che in origine crescevano solo in determinate aree del Brasile.

Sebbene si tratti di una pianta che preferisce l’habitat naturale dell’Amazzonia centrale, al giorno d’oggi si possono trovare varie coltivazioni con l’albero della gomma praticamente in tutto il Sud-Est dell’Asia. Quest’ultima è una zona in cui il clima è particolarmente favorevole alla crescita di questa pianta e che attualmente copre la quasi totalità del fabbisogno mondiale.

La gomma naturale rappresenta all’incirca il 40% della quantità totale della gomma utilizzata e presente nel mondo. Viene però preferita spesso la gomma sintetica realizzata negli appositi complessi industriali, poiché presenta dei minori costi di produzione ed una costanza di caratteristiche più controllabile. Al contempo, la gomma sintetica vanta proprietà di cui quella naturale non è dotata.

Il processo di lavorazione 

Per quanto riguarda il processo di lavorazione della gomma, è utile sapere che il lattice viene raccolto dall’albero grazie ad un’incisione sulla corteccia del vegetale. Il liquido fuoriesce dall’albero e inizia a gocciolare, venendo così raccolto in appositi contenitori. Una volta eseguita la raccolta, si portano i secchi con il lattice in vasche di raccolta. Grazie alla reazione dovuta all’esposizione con reagenti acidi, il liquido bianco si coagula, al pari del latte con il caglio.

Una volta coagulata, la gomma naturale viene pressata in fogli e trasportata in apposite fabbriche dove viene eseguito il processo di compattazione in balle. Solo successivamente, a destino e a seconda delle esigenze, il materiale viene appositamente lavorato per ottenere cinghie, copertoni, guarnizioni, materiali isolanti e tanti altri prodotti.

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Alcune curiosità sulla gomma

In larga parte, la gomma viene utilizzata per realizzare pneumatici per aerei, camion e auto. Per produrre un solo piccolo pneumatico, serve (purtroppo) il lattice di oltre quattro alberi della gomma e la raccolta, oltre che essere ancora manuale, è lunga e legata ai cicli naturali. È interessante considerare che si potrebbe produrre la gomma naturale anche in assenza di questi alberi e utilizzando alcuni arbusti e piante ma con produttività estremamente limitata. Alcuni moderni studi anche di grosse multinazionali prevedono la coltivazione di queste specie anche a latitudini come le nostre, con promettenti risultati in termini di qualità del lattice, ma lontane dalle quantità delle regioni sub-tropicali.

Le piantagioni attuali di Hevea sono molto estese, ma si stanno lentamente modificando ed in alcuni casi ammalando e per loro natura necessitano di molte attenzioni ed è opportuno piantare gli alberi non molto vicini tra loro. Sembra infatti che, se si trovano ad una distanza troppo ridotta, diventano in breve tempo più vulnerabili alle malattie e soprattutto all’attacco di un fungo aggressivo. Il fungo parassita danneggia la struttura degli alberi della gomma naturale e ne compromette il corretto sviluppo.

Questo è anche uno dei motivi per cui la produzione in Brasile stenta a ripartire come si deve. Fortunatamente, in Asia tale fungo è quasi del tutto assente e molto strettamente controllato, ragion per cui non vi sono grossi problemi con la crescita e l’utilizzo degli alberi della gomma. Anche alcune piante ornamentali che teniamo in casa, tipo il “Ficus Elastica” con foglie grandi e tondeggianti, produce un lattice molto simile a quello della Hevea ed in alcuni casi viene anche utilizzata.

Gomma naturale o gomma artificiale?

La gomma naturale è molto usata nell’ambito della produzione di prodotti alimentari. Viene usata anche per tante altre applicazioni, come dicevamo prima. Tuttavia, molte volte si preferisce utilizzare le gomme sintetiche, che vantano le proprietà che quella naturale non può garantire. I materiali sintetici sono ottimi per la produzione della maggior parte dei prodotti di uso quotidiano.

Molti tipi di gomme sintetiche vengono usate al posto della gomma naturale per la produzione di articoli industriali come guarnizioni, manicotti, passacavi che dovranno resistere all’olio, all’acqua di mare, al freddo intenso come all’ozono o a temperature molto elevate, fino a 250°C e oltre. Operando in questo settore, possiamo dire con certezza che in molti di questi casi sono molto più indicate quelle sintetiche rispetto alla soluzione naturale. Garantiscono quelle proprietà che servono per far funzionare ciò per cui sono state progettate e applicate. Non esitare a contattarci per ottenere maggiori informazioni.